giovedì 27 settembre 2012

In gran segreto, Rassegna di Poesia Contemporanea


  Con il patrocinio di
Regione Emilia-Romagna
Provincia di Ferrara
Comune di Ferrara
Archivio storico e Biblioteche di Ferrara
Festival Internazionale a Ferrara

   Main sponsor
HERA 'per la poesia'

   Con la collaborazione di
Libreria Sognalibro

L’Associazione Culturale “Gruppo del Tasso”
presenta

In gran segreto, Rassegna di Poesia Contemporanea


Ferrara
Venerdì 5 ottobre 2012, alle ore 17.00
Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea, Palazzo Paradiso

SILVIA COMOGLIO

converserà con l’autrice

STEFANO GUGLIELMIN


Introduce
Matteo Bianchi 

Accompagnamento musicale
Luca De Angelis - sax
Enrico Scavo - contrabbasso

venerdì 21 settembre 2012

Questioni di frontiera

Le minoranze intellettuali che si richiamano, in un modo o in un altro modo, a una prospettiva di trasformazione radicale (e internazionale) della società non possono più illudersi (e lo sanno) di avere compiuto il proprio dovere con l‟agitazione-propaganda verso se stesse o verso gli altri. Debbono entrare nel merito. Debbono cioè assumere il rischio che ha sempre accompagnato le minoranze che agiscono sul piano delle sovrastutture: la produzione e la formulazione di “opere” di oggetti ideologici e la proposta – implicita ed esplicita – di “valori-modelli” […]. Il giornalista, lo scrittore, il collaboratore di una casa editrice o della televisione, l‟insegnante, il ricercatore, quando abbiano resa esplicita la propria condizione di prestatori d‟opera al servizio della mistificazione e dell‟oppressione capitalistica, debbono sapere che la lotta per i contenuti del proprio lavoro, vale a dire per la qualità profonda di esso (una lotta che di fatto è inseparabile da quella per la organizzazione del sapere e per la sua destinazione), non solo non è inutile ma è la condizione per conferire un serio significato politico alle buone intenzioni degli intellettuali e per connetterlo quindi al generale movimento di massa.

Fortini, F., Intellettuali e Nuova sinistra, in "Id., Questioni di frontiera", 1972, p. 133.

giovedì 20 settembre 2012

L’esperienza di Astràgali Teatro nei territori occupati

 Francesco Aprile
2012-09-19
da Il Paese Nuovo, 2012-09-20

“Un teatro in Palestina. L’esperienza di Astràgali Teatro nei territori occupati”, è un volume edito da Astràgali Edizioni che raccoglie i resoconti dell’esperienza della compagnia teatrale in Palestina e Giordania, nel 2010, all’interno del progetto Roads and desires, theatre overcomes frontiers, svoltosi fra spettacoli e laboratori con attori provenienti da Italia, Malta, Cipro, Grecia, Spagna, Palestina, Giordania.

All’interno del volume, nelle sue “Note di viaggio in Palestina”, Pietro Fumarola si concentra sul rapporto fra psichiatria e disagio psichico in quello che definisce “un immenso campo di concentramento a cielo aperto”. La domanda è cruciale, al punto da porsi come snodo dal quale procedere nell’analisi e nell’osservazione di un territorio dilaniato da continui conflitti. Se spostiamo il raggio d’azione è possibile notare come, nell’ambito di stati modificati e disagio psichico della e nella reclusione, brusche riduzioni o interruzioni di stimoli nel passaggio verso situazioni di ipocomunicazione, dovute a lunghi periodi di incarceramento, possano provocare nell’individuo disagi quali vertigini, mancanze, transe da ipostimolazione e altro ancora al punto da agire, nell’uso di pratiche coercitive, con modificazioni della realtà psichica, snaturandola. Lunghi periodi di internamento sembra possano persino distruggere la persona, attraverso il rivolgimento in sé messo in atto nella chiusura in quella prigione della carne che è data dal proprio corpo come punto unico, ormai, dell’esistenza violata. È la violazione dell’esistere, dell’individuo che, solitamente, evolve in pratiche che muovono dall’esperienza vissuta al proprio interno. È nella cancellazione di tale esperienza la deprivazione umana ed il luogo della domanda di Fumarola sposta, giustamente, l’attenzione su quali siano le conseguenze di una sorta di internamento costante, quotidiano, a cielo aperto. Il luogo libero, vissuto come campo di concentramento a cielo aperto, come struttura repressiva nella quale si è sottoposti ad una prolungata esposizione in condizioni di costante pericolo, terrore, deprivazione di elementi sociali propriamente umani, può portare ad un effettivo capovolgimento del luogo, della sua ricezione e, quindi, del suo apporto alla dimensione psichica dell’individuo? Tornando indietro, a stati di incarceramento prolungato, il detenuto può esser consapevole che al di fuori dello spazio di controllo può esserci ancora uno spazio “libero”, seppur nella possibilità che una prolungata esposizione, forzata, a tale controllo possa snaturare la persona. Ma come viene recepito il capovolgimento dello spazio “libero” in campo di reclusione? In che maniera agisce tale condizione? La situazione nel luogo di transito, l’areoporto, che da Amman porta la compagnia di Astragali in Palestina, è quella della deportazione del tempo, completamente rapito dalla forza dei militari che usufruiscono a piacimento del tempo della persona, violandone l’esistenza individuale. Se in una prima fase storica dell’uomo, invece che di tempo, si potrebbe parlare di ritmo, successivamente, prime divisioni tecniche portano alla razionalizzazione di quello che chiamiamo tempo ed alla sua quantificazione verso prassi di alienazione dello spazio vitale, il tempo. Lo strattonamento di tale dimensione, che lo espropria con violenza all’individuo all’interno di un contesto di temporanea repressione, pone il rapimento delle esistenze nella proibizione dell’altro; attraverso, anche, ad un linguaggio che non chiede, ma ordina, reprime, nega alla vita, strutturando una condizione, nel rapimento del tempo, accostabile alla sua deportazione in condizioni di reclusione. Un campo di concentramento a cielo aperto.

venerdì 14 settembre 2012

un homenaje a josé martì

un homenaje a josé martì, pensador, periodista, poeta y revolucionario cubano que luchò contra el colonialismo espanol, dando su vida por la libertad de su patria.

mail-email art.

inauguracion viernes 14 de septiembre, 2012, 21:00

casa jose martì - senillosa 2092
c.a.ba. - argentina

Artistas participantes:

Alemania: Dragan Jukic.
Argentina: Carlos Terribili - Susana Picasso - Luis Morado - Samuel Montalvetti-
               Irene Ronchetti - Hilda Paz - Mauricio Schvarzman - Ruth Gabriela                                  
               Geminiani - Diego Axel Lazcano - Cristina Mari Campo - Silvia Santana-
                Rubén Oscar Mancini - CastroMagno - Cecilia Heredia.
Brasil: Bee Domingos - Vera Presotto – Darmeli - Imeritta Pandolfi Passos.
España: Lois Magariños - Pedro Bericat - Daniel de Cullá – Valdor - Manoel Bonabal 
            Barreiro - Sabela Baña - Susana Ribuffo.
Francia: Daligand.
Italia: Carlo Iacomucci - Giovanni StraDA DA - Francesco Aprile - Guido Capuano -
           Angela Caporaso.
México: José Luis Alcalde Soberanes.
Reino Unido: Simon Warren.
Uruguay: Clemente Padín.

Luciano Pagano e il romanzo in tweet

"Il romanzo osceno di Fabio" è un romanzo in tweet di Luciano Pagano. Sarà possibile leggerlo a partire dal 21 settembre. Spiega l'autore che non si tratta del primo romanzo in tweet, perché il primo è stato pubblicato da Jennifer Egan, ma si tratta, però, del primo romanzo in tweet italiano.

La pratica del tweet si inserisce nella brevità, nella frenesia del tessuto sociale contemporaneo, della vita che sostanziatasi in forma, e poi storica anche, assume caratteri di brevità legati alla velocità, frenesia della comunicazione contemporanea, ritagliata nello spazio della sola informazione, della superficie. Il tentativo che Pagano pone a sé è quello di una scrittura che nasca direttamente per il tweet, con tutte le varianti possibili, non negandosi la sfrontatezza di misurarsi, nel caso fosse necessario, con nuove forme e strutture per poter condensare il tessuto narrativo nei pochi caratteri concessi, di conseguenza sorvolando sulla componente di pura informazione che spesso si lega a questo tipo di comunicazione, ma strutturandola in quanto comunicazione. Niente aforismi, spiega, niente "pensieri, battute, racconti in un solo tweet, romanzi in un solo tweet, o qualsiasi altra forma ‘particolare’ e ‘particellare’. Si tratta di una storia, se vogliamo una storia a pezzetti".

Per informazioni su come leggerlo:
https://www.facebook.com/events/490057541006786/

Visual Poetry declaration, the university museum el chopo

THE UNIVERSITY MUSEUM EL CHOPO AND INTERNATIONAL BIENNIALS OF VISUAL-POETRY PRESENT::

2nd Declaration of El ChopoAgenda:Sunday September, 23rd, the dutch vocalist Jaap Blonk, at the El Chopo museum, at 13 hrs.
Monday 24th, Uruguayan poet Clemente PadÍn, course-summary: The comes and goes of the experimental poetic expression, from 11:00 to 14:00 and 18:00 to 21 hrs.
Tuesday 25th, conference of Clemente Padín: In virtue of the questioned legitimacy of the experimental poetry, from 18:00 to 20:00 hrs.
Performance: Raising the memory, by the same author, 20:30 to 21:00 hrs.
2nd Declaration of El Chopo, by Araceli Zúñiga, Cesar Espinosa, Carlos Pineda and collaborators from the 10 biennials.